A Messina nascerà l'impianto che ricicla pannolini e pannoloni: fino a 5.000 tonnellate l'anno
L'ex inceneritore di contrada Pace sarà trasformato in una struttura per recuperare plastica, cellulosa e altri materiali dai prodotti assorbenti. Il progetto, finanziato nell'ambito del PNRR, punta a trasformare una particolare categoria di rifiuti in nuove risorse.
MESSINA, 3 ottobre 2026 – Anche un pannolino usato può diventare una risorsa. A Messina prenderà forma un impianto capace di trattare fino a 5.000 tonnellate all'anno di pannolini, pannoloni e altri prodotti assorbenti, recuperando materiali che potranno essere reintrodotti nei processi industriali.

La struttura sorgerà nell'area dell'ex inceneritore di contrada Pace, dove è previsto un intervento di riconversione destinato a dare una nuova funzione a un sito già utilizzato in passato per il trattamento dei rifiuti.
Il progetto è promosso dalla SRR Messina Area Metropolitana, finanziato nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e prevede l'impiego della tecnologia sviluppata da i-Foria Italia, specializzata nel recupero dei prodotti assorbenti per la persona.
Come si riciclano pannolini e pannoloni?
È probabilmente la domanda che molti cittadini si porranno leggendo questa notizia.
Pannolini e pannoloni sono prodotti complessi, composti da materiali differenti. Al loro interno non si trova soltanto plastica: sono presenti anche cellulosa e sostanze progettate per assorbire e trattenere i liquidi.
Proprio questa combinazione rende il loro recupero più complicato rispetto a quello di materiali comunemente conferiti nella raccolta differenziata.
Il nuovo impianto messinese sarà progettato per trattare i cosiddetti PAP, prodotti assorbenti per la persona, separandone le principali componenti attraverso una tecnologia dedicata.
I materiali che il progetto punta a recuperare sono:
Plastica, da valorizzare come materia prima seconda.
Cellulosa, componente fibrosa presente nei prodotti assorbenti.
Polimero superassorbente, il materiale utilizzato per trattenere i liquidi.
L'obiettivo è recuperare queste componenti affinché possano essere nuovamente impiegate nei cicli produttivi, anziché destinare l'intero rifiuto allo smaltimento.
Cinquemila tonnellate all'anno: cosa significa?
La capacità prevista per il nuovo impianto è di circa 5.000 tonnellate annue di prodotti assorbenti da trattare.
Un dato significativo, che va però interpretato correttamente: non significa che verranno prodotte 5.000 tonnellate di materiale riciclato.
La cifra rappresenta infatti la quantità di rifiuti che la struttura sarà progettata per ricevere e lavorare nell'arco di un anno.
La quantità effettiva di plastica, cellulosa e polimero recuperata dipenderà dal funzionamento dell'impianto, dalla composizione dei rifiuti conferiti e dall'efficienza del processo.
Il progetto riguarda prodotti provenienti dalla raccolta differenziata: un aspetto importante, perché il recupero richiede una filiera organizzata di conferimento e trattamento.
Dall'ex inceneritore di Pace a un nuovo impianto di recupero
Uno degli elementi più interessanti dell'intervento riguarda proprio il luogo scelto.
La nuova struttura sarà realizzata nell'area dell'ex inceneritore di contrada Pace, a Messina.
Il progetto prevede il completamento dello smontaggio e la ristrutturazione delle strutture esistenti, seguiti dalla realizzazione dell'impianto destinato al trattamento dei prodotti assorbenti.
La riconversione punta dunque a utilizzare un'area già destinata ad attività legate ai rifiuti, assegnandole una funzione differente: recuperare materiali anziché incenerirli.
Chi realizzerà l'impianto e a che punto è il progetto?
L'intervento è promosso dalla SRR Messina Area Metropolitana.
La gara per progettazione ed esecuzione dei lavori è stata aggiudicata al raggruppamento costituito da Research Consorzio Stabile Scarl, in qualità di mandataria, ed Emmecci S.p.A. Benefit, con il coinvolgimento dei progettisti individuati per l'intervento.
La tecnologia di trattamento sarà fornita da i-Foria Italia.
L'aggiudicazione risale al maggio 2026. Secondo una ricostruzione pubblicata a giugno, l'importo contrattuale per lavori e servizi tecnici supera i 10 milioni di euro; la stessa fonte segnalava criticità legate alla tempistica del finanziamento e della realizzazione.
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Non risulta ancora confermata una data di entrata in funzione dell'impianto. È quindi necessario distinguere tra l'aggiudicazione dell'appalto, la realizzazione dell'opera e il suo effettivo avvio operativo.
Perché il progetto interessa Messina e l'ambiente
Il trattamento dei prodotti assorbenti rappresenta una sfida particolare per la gestione dei rifiuti urbani.
Si tratta di materiali utilizzati quotidianamente da famiglie, strutture assistenziali e persone con necessità sanitarie, che richiedono procedure specifiche per essere recuperati.
L'impianto di Pace punta a intervenire proprio su questa tipologia di rifiuti, con l'obiettivo di ridurre il ricorso allo smaltimento e valorizzare materiali che altrimenti non verrebbero recuperati.
Per Messina il progetto presenta dunque due aspetti distinti: da una parte la riconversione dell'area dell'ex inceneritore, dall'altra la possibilità di sviluppare una filiera di recupero dedicata ai prodotti assorbenti.
I benefici ambientali effettivi potranno essere valutati quando saranno disponibili i dati di esercizio: quantità trattate, materiali realmente recuperati, consumi e destinazione finale degli scarti.
La novità, intanto, è nel principio industriale alla base dell'intervento: trasformare un rifiuto difficile da gestire in una possibile fonte di nuove materie prime.
Un progetto che, una volta completato e avviato, potrà rappresentare un tassello nella gestione dei rifiuti dell'area metropolitana messinese.




















