Gasolio, da oggi finisce lo sconto: 6,1 centesimi in più. Cosa cambia alla pompa
ROMA – Da oggi, martedì 6 ottobre, termina l'ultimo sconto fiscale sul gasolio. Per gli automobilisti l'effetto fiscale complessivo è di 6,1 centesimi al litro in più, IVA inclusa, in assenza di una nuova misura compensativa.
Lo sconto introdotto dal Governo era stato progressivamente ridotto nelle ultime settimane: dal 18 al 25 settembre il beneficio complessivo era pari a 12,2 centesimi al litro, mentre dal 26 settembre al 5 ottobre era sceso a 6,1 centesimi. Da oggi l'aliquota ordinaria dell'accisa sul diesel torna a 672,90 euro per mille litri.

Niente accise mobili, almeno per ora
A compensare la fine dello sconto avrebbe dovuto intervenire il meccanismo delle cosiddette accise mobili, attraverso l'utilizzo dell'extragettito IVA generato dall'aumento del prezzo del petrolio.
Ma il decreto interministeriale MASE-MEF, necessario per attivare il nuovo meccanismo, non è stato pubblicato in tempo sulla Gazzetta Ufficiale. Nell'ultima edizione disponibile, la Serie Generale n. 231 del 5 ottobre, il provvedimento non compare. Gazzetta Ufficiale
Di conseguenza, per la prima volta da marzo vengono meno completamente gli sconti fiscali generalizzati sui carburanti.
Quanto costa in più un pieno di Gasolio?
Per un automobilista privato, considerando l'effetto fiscale complessivo di 6,1 centesimi al litro, su un rifornimento di:
30 litri: circa 1,83 euro in più;
50 litri: circa 3,05 euro in più;
60 litri: circa 3,66 euro in più.
Si tratta dell'impatto fiscale teorico: non significa necessariamente che ogni distributore aumenterà il prezzo esposto esattamente di 6,1 centesimi.
Il prezzo finale alla pompa dipende infatti anche dalle quotazioni dei prodotti petroliferi e dalle politiche commerciali delle singole compagnie.
Restano gli sconti di alcune compagnie
Sul mercato rimangono inoltre alcune iniziative commerciali avviate dagli operatori petroliferi per contenere i rincari.
Tra queste figurano misure adottate da Eni, IP, Q8 e Tamoil. Eni, ad esempio, ha fissato un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, inizialmente per 30 giorni.
La situazione potrebbe quindi variare sensibilmente da distributore a distributore.
Cosa succede adesso
La partita non è necessariamente chiusa. Il meccanismo delle accise mobili potrà essere attivato con l'apposito decreto, stabilendo quali carburanti saranno interessati, l'entità della riduzione e per quanto tempo sarà applicata.
Per oggi, però, il dato certo è uno: lo sconto sul diesel terminato il 5 ottobre non è stato sostituito da una nuova riduzione fiscale.




















