Tirreno messinese, chiuse due strutture per anziani: 36 ospiti trasferiti dopo i controlli dei NAS
Una casa di riposo e una comunità alloggio, gestite dalla stessa società, sono finite al centro delle verifiche dei Carabinieri del NAS di Catania. Contestate gravi carenze igienico-sanitarie, assistenziali e di sicurezza. Il Comune competente sito nel Tirreno messinese ha disposto la chiusura e il trasferimento degli ospiti.

MESSINA – Due strutture per anziani chiuse e 36 ospiti da ricollocare immediatamente. È il risultato dei controlli effettuati dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Catania in una casa di riposo e in una comunità alloggio situate sul litorale tirrenico della provincia di Messina.
Le due strutture sono gestite dalla stessa società. L'ispezione è stata condotta con il supporto del personale dell'ASP di Messina e dei Servizi sociali comunali ed era finalizzata a verificare le condizioni igienico-sanitarie e assistenziali nelle quali venivano accolti gli anziani.
Carenza di personale e più ospiti di quelli autorizzati
Secondo quanto emerso durante le verifiche, sarebbe stata riscontrata una carenza di personale specializzato destinato all'assistenza sanitaria, infermieristica e socio-ricreativa.
Un aspetto particolarmente delicato considerando che tra gli ospiti erano presenti anche persone non autosufficienti, bisognose di assistenza e vigilanza continua.
I controlli avrebbero inoltre accertato la presenza nelle strutture di un numero di ospiti superiore rispetto a quello autorizzato.
Tirreno messinese. Le condizioni riscontrate negli ambienti
Le criticità non avrebbero riguardato soltanto l'organizzazione dell'assistenza.
Durante l'ispezione sono stati rilevati rifiuti nel vano scale, ragnatele, tracce di umidità, servizi igienici non funzionanti, materassi e biancheria sporchi con tracce di materiale biologico, locali senza un adeguato sistema di raffrescamento e cavi elettrici scoperti.
Nella cucina sarebbero stati inoltre trovati alimenti conservati in cattivo stato e un'infestazione di blatte. I prodotti sono stati sequestrati e l'utilizzo della cucina è stato inibito.
L'ascensore fuori servizio e il problema della sicurezza
Tra gli elementi emersi durante l'ispezione figura anche il mancato funzionamento dell'ascensore che collegava i due piani.
Una condizione che, secondo quanto riportato, impediva agli ospiti non autosufficienti di raggiungere i locali comuni e le uscite, creando una potenziale situazione di pericolo soprattutto in caso di emergenza.
Denunciato l'amministratore della società
Al termine degli accertamenti, l'amministratore unico della società è stato deferito all'Autorità giudiziaria per le ipotesi di abbandono di incapace e somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione.
Si tratta di contestazioni sulle quali dovranno essere accertate le eventuali responsabilità nelle sedi competenti e per le quali vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Chiuse le strutture, trasferiti 36 anziani
Alla luce delle condizioni riscontrate, il Comune competente ha adottato un'ordinanza urgente disponendo la chiusura delle due strutture e il ricollocamento immediato dei 36 ospiti presso altre strutture ritenute idonee.
Ed è probabilmente questo l'aspetto più importante della vicenda.
Dietro le irregolarità contestate non ci sono soltanto strutture, autorizzazioni o adempimenti amministrativi, ma persone anziane, alcune delle quali non autosufficienti, affidate a servizi che hanno il compito di garantirne assistenza, dignità e sicurezza.
I controlli dei NAS assumono quindi un valore che va oltre la singola operazione: verificare che chi accoglie persone fragili rispetti concretamente gli standard previsti per la loro tutela.




















