Risanamento Messina, per chiudere definitivamente l’emergenza servono ancora 1.479 case e 346 milioni
Quanto manca per cancellare definitivamente le baracche da Messina? Servono ancora 1.479 case e oltre 346 milioni di euro.
La ricognizione sul completamento del risanamento fotografa la distanza che separa Messina dalla fine delle baraccopoli: servono quasi 1.500 alloggi e oltre 346 milioni di euro. Il sindaco Federico Basile chiede alla Regione la proroga della gestione commissariale e nuove risorse. Intanto vengono consegnate altre abitazioni e prende forma il progetto “Messina rigenera”.

MESSINA – Quanto manca davvero per cancellare definitivamente le baracche da Messina? Adesso c’è un numero che permette di misurare la parte di strada ancora da percorrere: 1.479 alloggi.
E c’è soprattutto un secondo numero: 346.675.106 euro. È il fabbisogno complessivo stimato per reperire le abitazioni ancora necessarie e portare avanti demolizioni, bonifiche e riqualificazione delle aree liberate.
La disponibilità residua effettivamente utilizzabile per assumere nuovi impegni ammonta invece a poco più di 3,4 milioni di euro. Una distanza enorme che sposta inevitabilmente la partita del risanamento sul terreno finanziario e istituzionale.
1.479 case: cosa manca per completare il risanamento
I numeri arrivano dalla relazione trasmessa il 6 agosto dalla Struttura commissariale, dopo che il Comune di Messina aveva chiesto una ricognizione sullo stato degli interventi.
Palazzo Zanca aveva domandato di fare il punto sul reperimento degli immobili, sulle demolizioni programmate, sugli interventi di ristrutturazione, sulle pratiche per l’acquisto delle abitazioni e, soprattutto, sulle risorse finanziarie ancora disponibili.
Il quadro emerso indica 3.418.300,79 euro disponibili per nuovi impegni, a fronte di un fabbisogno superiore a 346 milioni per arrivare al completamento del programma.
Non si tratta soltanto di trovare nuove case. Una volta liberate le aree occupate dalle baraccopoli bisogna procedere con demolizioni e bonifiche e successivamente restituire quegli spazi alla città attraverso interventi di riqualificazione.
Risanamento Messina. Basile scrive a Schifani: il nodo è adesso Regione-Comune
Di fronte a questi numeri il sindaco Federico Basile ha chiesto un confronto con il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, nella sua qualità di Commissario straordinario di Governo per il risanamento.
La richiesta, inviata il 25 agosto, riguarda due questioni decisive: il rifinanziamento degli interventi e la proroga della gestione commissariale.
La gestione straordinaria è infatti destinata a scadere il 31 dicembre 2026. Il rischio evidenziato dall'amministrazione è che l'insufficienza delle risorse o la fine degli strumenti straordinari possano rallentare un processo ormai entrato in una fase cruciale.
Nel quadro finanziario rimane inoltre aperta la questione di 40 milioni di euro derivanti dai residui della legge regionale 10/1990, risorse previste dalla legge di stabilità regionale 2026 e che, secondo Basile, il Comune attende ancora.
Dalle baracche alle nuove case: altre cinque consegne
Mentre si discute delle risorse necessarie per completare l'intero programma, il percorso prosegue sul territorio.
L'11 settembre sono state consegnate le chiavi di altre cinque abitazioni destinate a famiglie provenienti da via Molino, dal Lotto 1 di Camaro e dall'Isolato 13 – Lotto 1 di via Palermo.
Un passaggio concreto che consente alle famiglie coinvolte di lasciare le vecchie abitazioni e, contemporaneamente, permette di liberare nuove superfici sulle quali potranno essere avviate le successive operazioni di demolizione.
“Messina rigenera”: cosa succederà dopo le demolizioni
La partita, però, non finisce con lo sbaraccamento.
È qui che entra in gioco “Messina rigenera”, il progetto con cui Comune e A.Ris.Mé. intendono affrontare la fase successiva: trasformare le aree liberate dalle baraccopoli e ricucirle con il resto della città.
L'obiettivo dichiarato è passare dalla stagione delle demolizioni a quella della rigenerazione urbana, evitando che gli spazi liberati rimangano vuoti o degradati e restituendoli invece ai quartieri attraverso nuovi interventi.
La vera domanda: quando Messina potrà dire di aver chiuso l'emergenza?
È probabilmente questo il punto che va oltre le singole consegne di abitazioni.
Messina ha avviato un processo che per decenni è rimasto una delle grandi questioni irrisolte della città. Oggi demolizioni, trasferimenti e assegnazioni mostrano che il percorso è concretamente in movimento.
Ma 1.479 alloggi ancora da reperire e oltre 346 milioni di euro necessari mostrano anche quanto sia prematuro considerarlo concluso.
Il prossimo passaggio sarà quindi politico e finanziario: capire se Regione e istituzioni nazionali garantiranno le risorse e gli strumenti straordinari necessari per accompagnare Messina fino alla fine del percorso.
Perché il vero traguardo non sarà soltanto abbattere l'ultima baracca. Sarà riuscire a trasformare le aree liberate e chiudere definitivamente una delle emergenze urbane che più a lungo hanno segnato la città.




















