Crollo di Pistunina, l’inchiesta entra nel vivo: periti al lavoro e cellulari sotto esame
MESSINA – L’inchiesta sul crollo della palazzina di Pistunina entra in una fase decisiva. Dopo il sopralluogo degli esperti nominati dalla Procura, l’attenzione degli investigatori si concentra adesso anche sui telefoni cellulari sequestrati ai tre indagati, dai quali potrebbero emergere elementi utili a ricostruire quanto accaduto prima della tragedia.
Il crollo dell’edificio di via Giorgio La Pira ha provocato quattro vittime, mentre per altre due persone indicate come disperse non sono stati recuperati i corpi. Resti biologici rinvenuti tra il materiale sequestrato sono stati sottoposti agli accertamenti necessari per l’identificazione.

Cosa cercano gli inquirenti nei cellulari
La Procura ha disposto accertamenti tecnici sui telefoni sequestrati a Pasquale D’Alì, Alessandro Panarello e Pietro Leone, le tre persone coinvolte nell’indagine.
L’obiettivo è ricostruire le comunicazioni e gli elementi potenzialmente rilevanti relativi ai giorni e alle ore precedenti al cedimento, anche in relazione ai lavori che erano in corso al piano terra dell’edificio.
Le responsabilità e le cause del disastro restano oggetto degli accertamenti e dovranno essere stabilite dall’inchiesta.
I periti studiano struttura, pilastri e materiali
Parallelamente procede il lavoro dei tre esperti nominati dalla Procura, gli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani.
Dopo il sopralluogo nell’area del crollo, l’attività tecnica riguarda anche i resti dell’edificio trasferiti nell’area del parcheggio dello stadio San Filippo.
Tra gli aspetti da chiarire c’è l’eventuale rapporto tra il cedimento e i lavori di ammodernamento che interessavano i locali al piano terra. Gli accertamenti dovranno verificare anche l’ipotesi relativa a interventi su alcuni pilastri e analizzare struttura e materiali.
Tre persone indagate sul Crollo di Pistunina
Nell’inchiesta risultano indagati Pietro Leone, Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì. Le contestazioni formulate, a vario titolo, riguardano ipotesi di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione di cautele antinfortunistiche.
Si tratta di ipotesi investigative: l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a un accertamento di responsabilità.
A oltre un mese dalla tragedia, saranno dunque soprattutto perizie, reperti e dati digitali a dover contribuire alla ricostruzione di ciò che è accaduto a Pistunina e a chiarire se esista un collegamento tra i lavori in corso e il collasso dell’edificio.




















