Terrore in casa: picchiato davanti al padre ultranovantenne per un cellulare. Tre minorenni arrestati
- 6 giorni fa
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Un brutale assalto nella notte, consumato nel silenzio delle mura domestiche e davanti agli occhi di un anziano ultranovantenne. A distanza di settimane da quel drammatico 17 maggio, le indagini condotte a Niscemi hanno portato a una svolta importante. Chi si nasconderebbe dietro l'aggressione? I dettagli emersi nelle ultime ore delineano un quadro che lascia senza parole.

L'attività investigativa, condotta senza sosta dai Carabinieri della Stazione locale, avrebbe permesso di fare luce su una violenta rapina aggravata rimasta a lungo al centro degli accertamenti. Il Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta, ha infatti emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre giovanissimi: due sedicenni e un quattordicenne, ritenuti i presunti autori del raid.
Tre minorenni arrestati e La dinamica del raid: l'ipotesi degli inquirenti
I fatti al centro dell'inchiesta si sono svolti la notte dello scorso 17 maggio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell'Arma, la banda sarebbe riuscita a fare irruzione nell'appartamento delle vittime con l'intento di mettere a segno un colpo.
Una volta all'interno, secondo l'ipotesi accusatoria, i tre indagati non avrebbero esitato a usare la forza: un uomo sarebbe stato brutalmente aggredito e picchiato. Il tutto sarebbe avvenuto davanti al padre di quest'ultimo, un ultranovantenne costretto ad assistere alla scena. Dopo aver seminato il panico, i malviventi si sarebbero impossessati soltanto di un telefono cellulare prima di dileguarsi nell'oscurità.
Gli accertamenti e il retroscena emerso
A consentire l'identificazione dei tre giovanissimi è stata la tempestiva risposta dei Carabinieri. I militari hanno analizzato minuziosamente le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona dell'aggressione.
L'incrocio dei filmati ha permesso di raccogliere secondo gli inquirenti elementi indiziari a carico dei due sedicenni e del quattordicenne, ritenuti gravi dall'autorità giudiziaria. Gli approfondimenti successivi, inoltre, avrebbero svelato un ulteriore retroscena: a carico dei due complici più grandi gli inquirenti contesterebbero anche la responsabilità di un precedente tentativo di furto commesso in un'altra abitazione dello stesso comune.
I provvedimenti cautelari
In forza degli elementi raccolti contro i tre minorenni arrestati e della gravità delle condotte contestate, la Magistratura minorile ha disposto misure restrittive immediate:
Custodia cautelare in istituto penale minorile per due dei ragazzi.
Collocamento in comunità ministeriale per il terzo complice.
Si specifica che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, fino a un eventuale giudizio definitivo, per tutti gli indagati vale il principio costituzionale di presunzione di innocenza.
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