Alberto Stasi torna libero dopo 10 anni: finisce il carcere, ma il giallo su Chiara Poggi resta aperto. Ecco cosa non torna
- 13 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 6 giorni fa
Clamorosa svolta nel giallo di Garlasco che per quasi vent'anni ha diviso l'Italia. Alberto Stasi torna a essere un uomo libero. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza della difesa, disponendo per il 42enne la scarcerazione e l'affidamento in prova ai servizi sociali.
Dopo oltre dieci anni dietro le sbarre a Bollate – trascorsi tra studio, lavoro e una condotta impeccabile – l’ex "biondino", condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi nell'estate del 2007, varca definitivamente i cancelli del penitenziario. Ma la domanda che tutti si fanno, e che noi gridiamo a gran voce, è una sola: giustizia è davvero fatta?

Trasparenza e lealtà: un verdetto che sa di provocazione
Come sapete, la nostra linea editoriale si fonda sulla trasparenza e sulla lealtà nei confronti di chi ci legge: non facciamo sconti a nessuno e non ci giriamo dall'altra parte. La scarcerazione di Stasi non è un colpo di spugna, ma l'applicazione tecnica delle misure alternative previste dalla legge.
Tuttavia, per l'opinione pubblica questo provvedimento ha il sapore amaro di una forte provocazione. Come si può parlare di "cerchio chiuso" di fronte a una ferita, quella della famiglia Poggi, che sanguina ancora? Proprio nei giorni scorsi, la madre di Alberto aveva rotto un lunghissimo silenzio dichiarando che il figlio, una volta libero, sarebbe andato a pregare sulla tomba di Chiara. Una mossa che a molti è apparsa una piccante strategia mediatica, mentre per altri è un gesto di tardivo rispetto. Ma il dubbio resta.
Quei misteri mai risolti che riaccendono il giallo su Alberto Stasi
Alberto Stasi si è sempre proclamato innocente, e questa scarcerazione arriva in un momento caldissimo. Negli ultimi mesi, infatti, le indiscrezioni su una possibile istanza di revisione del processo si sono rincorse freneticamente. Nuove indagini difensive e accertamenti della Procura di Pavia su vecchie tracce di DNA e su figure alternative hanno riaperto una ferita che si voleva far credere cicatrizzata.
I dubbi sulle impronte, i famosi pedali della bicicletta nera e i dettagli controversi del muretto continuano a dividere i colpevolisti convinti dai dubbiosi cronici. Se non è stato lui, chi ha ucciso Chiara in quella villetta il 13 agosto del 2007? Questa scarcerazione non spegne i riflettori, anzi: accende una miccia ancora più esplosiva.
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