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Piraino tra fondi PNRR e milioni regionali: così il sindaco Salvatore Cipriano è diventato il “Duca dei Milioni”

  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 3 giorni fa

​PIRAINO (ME) – Dalle antiche torri medievali dei Lancia alla pioggia di milioni di euro del PNRR e della Regione Siciliana. C'è un comune nei Nebrodi che sta vivendo un vero e proprio "nuovo Rinascimento" economico e digitale. Tra il serio e l'ironico, i cittadini hanno già ribattezzato il sindaco Salvatore Cipriano come il "Duca dei Milioni". Ma qual è il segreto dietro a questo record di finanziamenti pubblici che sta cambiando il volto dell'intero comprensorio? Scopriamolo in questa inchiesta di TV Nazionale.

C’era una volta il Ducato di Piraino. Tra il XIII e il XVII secolo, quassù, tra la brezza dei Nebrodi e lo sguardo sul Tirreno, a dettar legge erano i Lancia e i Denti. Baroni e duchi che dominavano il feudo difendendolo dai pirati con le loro torri di pietra. Poi, la storia ha fatto il suo corso: i titoli nobiliari sono finiti nei libri di scuola, i castelli sono diventati monumenti e la democrazia ha sostituito le corone.

Piraino tra fondi PNRR e milioni regionali: così il sindaco Salvatore Cipriano è diventato il “Duca dei Milioni”
Piraino il sindaco Salvatore Cipriano è diventato il “Duca dei Milioni”

Eppure, a guardare i registri contabili degli ultimi anni, il popolo pirainese – e l'intero comprensorio – sta vivendo una sorta di "nuovo Rinascimento" che ha il sapore di una favola moderna. Una favola scritta a colpi di decreti, bandi europei e milioni di euro.

Dalle spade ai bandi del PNRR

Se un tempo i sovrani portavano benessere al feudo conquistando terre o stringendo alleanze matrimoniali con i reali d’Europa, oggi la "guerra" per il benessere della collettività si combatte a Roma e Bruxelles. E l’attuale "condottiero" del Palazzo Ducale, il sindaco Salvatore Cipriano, sembra aver affinato una tecnica degna dei grandi tesorieri del passato.

La contabilità del comune parla chiaro: mai, nella storia recente del borgo, si era vista una pioggia di finanziamenti di tale portata. Il "colpo da maestri" da oltre 4 milioni di euro per salvare il litorale di Gliaca dall'erosione costiera è solo la gemma più brillante di una corona che brilla anche di fondi PNRR per la digitalizzazione, risorse per la sicurezza stradale, investimenti per le scuole e per il rilancio culturale, come il recupero della storica Biblioteca.

La difesa del "tesoro" e le nuove invasioni

Un tempo, la Torre delle Ciavole e la Torrazza vigilavano dall'alto contro le scorrerie dei pirati saraceni che minacciavano le ricchezze del feudo. Oggi, il nemico più temibile da combattere non arriva sulle navi corsare, ma è l'avanzata inesorabile dell'erosione costiera, capace di divorare spiagge e attività commerciali.

La nuova e più importante strategia di difesa del territorio, però, non ha bisogno di pietre, feritoie o munizioni. L'amministrazione ha sfoderato un'armatura finanziaria da ben 4.270.000 euro — un finanziamento regionale record ottenuto posizionandosi ai vertici delle graduatorie dell'isola — per mettere in sicurezza il litorale. Un'opera di ingegneria e pianificazione che avrebbe fatto invidia persino alle più ingegnose fortificazioni militari dei vecchi duchi Lancia.

Un indotto da "sovrano assoluto" (ma democratico)

Nel territorio si respira un’aria di simpatico stupore. C’è chi, tra i vicoli del centro storico e i locali della costa, ironizza sul fatto che, se fossimo ancora nel Seicento, il popolo avrebbe già acclamato Cipriano come "Sovrano Assoluto e Protettore del Litorale".

Ma l'aspetto più interessante, da un punto di vista strettamente giornalistico ed economico, è che i confini di questo "beneficio reale" non si fermano al territorio pirainese. L'enorme mole di investimenti pubblici sta creando un indotto economico, turistico e occupazionale che sta portando ossigeno a tutti i paesi limitrofi, trasformando Piraino nel motore trainante di una vasta area della provincia messinese. Quando un litorale rinasce o una strada intercomunale viene messa in sicurezza, è l'intero comprensorio a usufruire del benessere.

Tra cronaca e leggenda

Certo, oggi non si governa con lo scettro ma con la concertazione, la trasparenza e la capacità tecnica di intercettare i fondi prima che vadano perduti – dote ormai rarissima per gli enti locali. Ma è bello, per una volta, unire i puntini della storia.

Piraino ha avuto i suoi duchi e i suoi baroni. Oggi ha un’amministrazione che, per capacità di spesa e attrazione di capitali, sta riscrivendo le gerarchie economiche del territorio. Salvatore Cipriano non indossa mantelli di velluto o corone dorate, ma le sue "conquiste" milionarie per la collettività hanno l'impatto di un'epopea d'altri tempi. "E la comunità, tra la costa e la collina, guarda oggi al futuro con una certezza in più: la partita dello sviluppo del territorio è entrata nel vivo."

Piccolo Dizionario del Ducato Moderno

Per capire come cambiano i tempi, ecco come la burocrazia del PNRR ha ridisegnato i vecchi simboli del potere pirainese:

Lo Scettro: Sostituito dalla firma digitale con cui il sindaco sigla i decreti telematici.

Le Mura del Castello: Oggi si chiamano "Cloud e Cybersicurezza" (grazie ai 77.000 € di fondi europei per blindare i dati dell'ente).

Il Tesoriere di Corte: L'ufficio tecnico comunale, diventato un implacabile radar cacciatore di bandi pubblici.

Il Banchetto Reale: Diventa il Ciaula Street Food sul lungomare, finanziato dal bando regionale "Sicilia che piace" per sfamare di cultura, eventi e turismo il popolo e i viandanti dei paesi vicini.

I Sudditi: Trasformati in cittadini interconnessi e digitali, pronti a sbrigare pratiche sullo smartphone tramite l'App IO.

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