Messina, partecipate: nuovi CdA e 550 candidature. Il PD: «15 nominati su 18 erano candidati con Basile»
Definiti i nuovi vertici delle partecipate comunali dopo gli avvisi pubblici. Il Partito Democratico contesta il metodo: secondo il gruppo consiliare, 15 dei 18 prescelti erano stati candidati nelle liste a sostegno del sindaco Federico Basile. Il nodo politico si sposta sui criteri utilizzati per le scelte.
MESSINA – Nuovi Consigli di amministrazione per le partecipate del Comune di Messina e, insieme alle nomine, si apre il confronto politico sui criteri adottati per individuare i nuovi vertici.

Il percorso era iniziato con gli avvisi pubblici per raccogliere le candidature destinate agli organi di amministrazione di AMAM, ATM, A.Ris.Mé., MessinaServizi Bene Comune, Messina Social City e Patrimonio Messina.
Conclusa la procedura, sono stati individuati i nuovi amministratori. Ed è proprio sul rapporto tra le candidature presentate e le scelte finali che arriva la contestazione del gruppo consiliare del Partito Democratico.
I nuovi vertici delle partecipate a Messina
Per AMAM sono stati individuati Salvatore Saglimbeni come presidente e Maria Fernanda Gervasi e Giovanni Donato come componenti.
Alla guida di ATM è stata scelta Chiara Sterrantino, affiancata nel Consiglio di amministrazione da Claudia Brudetto e Salvatore Mangano.
Per MessinaServizi Bene Comune il presidente individuato è Vincenzo Ciraolo, con Giovanna Crifò e Giovanni Scopelliti componenti del CdA.
La vicenda delle partecipate si inserisce in un quadro politico messinese già in movimento, nel quale il peso del sindaco Federico Basile va ormai oltre i confini di Palazzo Zanca.
Il nuovo Consiglio di amministrazione di Patrimonio Messina è invece composto dal presidente Francesco Romano e dai componenti Claudia Lo Cascio e Vincenzo Calabrò.
Il quadro delle nuove governance comprende inoltre Messina Social City e A.Ris.Mé., portando complessivamente a 18 i posti interessati dalle nuove composizioni.
TVNazionale.it aveva già analizzato i nuovi equilibri e i protagonisti emergenti della politica nella provincia di Messina.
Oltre 550 candidature, la contestazione del PD
È sui numeri della procedura che si concentra l'attacco politico.
Secondo quanto dichiarato dal gruppo consiliare del Partito Democratico, agli avvisi pubblici avrebbero risposto oltre 550 persone, presentando curricula, titoli ed esperienze professionali per i 18 incarichi disponibili.
Il dato politicamente più rilevante sostenuto dai consiglieri democratici riguarda però i prescelti: secondo il PD, 15 dei 18 nominati erano stati candidati alle recenti elezioni nelle liste che sostenevano Federico Basile.
Da qui la richiesta di chiarimenti sui criteri utilizzati per arrivare alle scelte finali.
Il gruppo consiliare precisa di non mettere preventivamente in discussione le competenze professionali dei nuovi amministratori e riconosce il carattere fiduciario delle nomine. La contestazione riguarda invece il metodo e, in particolare, l'effettivo ruolo svolto dalla procedura pubblica nella selezione.
Il punto non sono le competenze, ma il metodo
La distinzione è importante.
La presenza di precedenti candidature politiche non rappresenta di per sé un elemento sufficiente per mettere in discussione capacità e competenze dei professionisti scelti. Allo stesso tempo, il numero delle candidature raccolte rende legittimo il confronto politico sulla funzione della procedura e sui criteri utilizzati per individuare i profili destinati ai nuovi CdA.
È su questo terreno che si concentra lo scontro: da una parte il potere di scelta dell'amministrazione, dall'altra la richiesta dell'opposizione di conoscere come siano state valutate le centinaia di candidature presentate.
Partecipate strategiche per i servizi della città
Al di là dello scontro politico, i nuovi vertici assumono la guida di realtà che incidono direttamente sulla quotidianità dei cittadini.
Acqua, trasporto pubblico, rifiuti, patrimonio comunale, servizi sociali e risanamento rappresentano alcuni dei settori affidati alle partecipate e alle aziende del Comune.
Per questo il tema delle nomine non riguarda soltanto gli equilibri politici di Palazzo Zanca. La valutazione più importante arriverà adesso dai risultati delle nuove governance e dalla capacità di migliorare servizi che hanno un impatto diretto sulla città.
Resta aperto, sul piano politico, il tema posto dal PD sulla selezione delle candidature e sui criteri che hanno condotto alle scelte. Un confronto sul quale sarà importante registrare anche la posizione dell'amministrazione comunale.




















